Questo tipo di strumento viene utilizzato negli studi di impatto viabilistico quando si deve stimare la futura ripartizione sulla rete stradale un carico veicolare generato/attratto da un polo di attrazione ancora da realizzare (struttura commerciale, casello autostradale, sede di un nuovo servizio).
Il primo passo consiste nella delimitazione del bacino di utenza/attrazione la cui ampiezza dipende dal tipo di polo attrattore considerato. Una volta individuata tale area la si zonizza e si individuano i percorsi minimi che collegano i singoli centroidi zonali (precedentemente individuati e collegati alla rete stradale) al polo di attrazione oggetto di valutazione. Questo tipo di analisi ipotizza che tutti i veicoli provenienti/diretti a una data zona compiano lo stesso itinerario.
Grazie ad una procedura di calcolo che segue il principio gravitazionale la ripartizione dei veicoli attratti/generati sui vari itinerari è calcolata mediante una funzione proporzionale al numero di abitanti presente in ogni zona e inversamente proporzionale al quadrato delle lunghezze dei vari percorsi. In questa metodologia di analisi si considera la distanza in termini di tempi di percorrenza.
E' opportuno utilizzare tale procedura in fase previsionale prima della realizzazione di poli attrattori di grandi dimensioni in modo da avere un'idea, oltre che dei carichi indotti dalla nuova struttura, anche delle modalità di ripartizione dei flussi veicolari sulla rete viaria.