Sulla base della domanda di mobilità rilevata viene simulato il funzionamento dell'intersezione mediante l'ausilio di un software di microsimulazione dinamica; utilizzando differenti piani semaforici si può così valutare quale sia il più adatto alle proprie esigenze.
A differenza di quanto avviene con le classiche metodologie di fasatura, il ciclo semaforico è definito sulla base di obiettivi predeterminati che possono essere il raggiungimento della massima capacità globale, un tempo medio di attesa uguale su tutti i rami, favorire un dato ramo dell'intersezione (dove non si vuole ad esempio che si verifichino situazioni di accodamento) ecc.. e non obbligatoriamente il principio dell'equisaturazione dei rami.
Altro vantaggio, in termini economici, risulta essere la riduzione del numero di interventi di riprogrammazione dei centralini semaforici non essendo più necessari aggiustamenti progressivi dei piani semaforici predisposti in prima battuta.
Sono possibili programmazioni e verifiche di semafori attuati dal traffico e di serie di semafori successivi predisposti in "onda verde".